La storia del Boscaccio risale alla fine del 1800, quando la casa principale venne costruita.
Inizialmente era una casa molto spartana, al piano terra vi erano le stalle con gli animali, il babbo mi raccontava che quando era piccolo dal soffitto di camera sua vedeva le stelle…e se in estate poteva anche essere una cosa piacevole che faceva lavorare la fantasia di un bimbo, in inverno, e a quel tempo l’inverno si poteva davvero chiamare inverno, non lo era…
Quando il nonno da piccolissimo andò ad abitare lì con la mia bisnonna Evelina erano veramente molto poveri.
Il luogo non si prestava molto per la coltivazione della terra perchè pieno di sassi e rocce del fiume. Inoltre le ore di sole diretto non erano propriamente a favore degli orti.
Crescendo il nonno Primo trovò impiego nelle vicine miniere di ferro del Trimpello e divenne uno dei minatori di Fornovolasco. Attorno ai primi anni del 1930, insieme ad altri giovani ragazzi colleghi, entrò per primo in quella che poi divenne la famosa Grotta del Vento grazie anche alla sua capacità nel sapersi muovere in spazi stretti ed impervi, ma questa è un’altra storia di cui poi parlerò…
Nel 1951 si sposò con la nonna Novella che andò ad abitare al Boscaccio insieme al nonno e alla bisnonna.
nel 1952 nacque il mio babbo, Roberto.
Negli anni il Boscaccio ha subito diverse trasformazioni, la più grande e anche tragica, che ridisegnò successivamente l’aspetto del luogo, avvenne il 19 giugno del 1996 quando un potente evento meteoclimatico di forte intensità si concentrò sull’area dell’alta Versilia e in parte sulla Garfagnana: l’alluvione.
Ricordo la difficoltà nel raggiungere il Boscaccio, la nonna evacuata con l’elicottero, i danni enormi alla casa, al contenuto, e lo stravolgimento di ciò che era la natura intorno al Boscaccio. Anche di questo ne parlerò in un prossimo racconto.
Questo breve racconto lo dedico al mio nonno Primasio Carli, detto Primo. Ho pochi ricordi di lui perchè quando morì ero piccola, ma lo ricordo come una persona buona che amava follemente il Boscaccio…penso che sarebbe felice nel vedere il Boscaccio di oggi.

La nonna Novella ( in alto a sinistra in camera di Casa Serena) e il nonno Primo al centro nel corridoio fra sala e cucina di Casa Serena negli anni “60

Il Boscaccio oggi



2 Comments
Marco
Bellissimo racconto che fa respirare l’atmosfera di tempi che furono.
Serena
Grazie Marco 🙂